Daniel Jonez
Nato e cresciuto nell'area metropolitana di São Paulo negli anni Ottanta, Daniel Jonez ha vissuto dall'interno le aspirazioni e le conseguenze della gioventù punk, che irrompeva sulla scena urbana e scopriva con entusiasmo cosa significasse mettere in discussione, puntare il dito e disturbare il vecchio ordine. Questa gioventù, fiorita nel periodo successivo alla repressione politica, trasgrediva volentieri la passività, sempre con grande audacia e molte controversie. È così che Daniel Jonez si muove tra strade, vicoli e grattacieli, forgiandovi il proprio tratto e la propria voce.
Dai muri di São Paulo all'atelier. Negli ultimi anni della giovinezza prende parte al movimento dei «Pixos», prima di dedicarsi al muralismo collettivo. È significativo che non abbia mai rinunciato alla propria natura di artista, nemmeno quando intraprende gli studi di scienze sociali — un passo decisivo nella costruzione del suo sguardo critico. Questa doppia formazione, quella del muro e quella della teoria, spiega la natura del suo lavoro: una pittura nata dalla strada, ma che riflette su ciò che mostra.
Una pittura del colore e dell'urgenza. Pittore brasiliano stabilitosi in Spagna, che ha esposto il proprio lavoro a livello internazionale, Daniel Jonez compone quadri dall'estetica street art, dove il colore regna sovrano e aggressivo e dove la rapidità del gesto apporta movimento e impatto. Spray, pennello largo, colature, sovrapposizioni: la materia conserva la traccia della velocità d'esecuzione, come su una facciata dipinta in fretta.
Un messaggio impegnato. L'artista si dedica a questioni sociali che attraversano l'intera sua opera, in particolare la contestazione e la politica. Le figure che dipinge — corpi in movimento, volti tesi, folle — portano con sé questo peso: il quadro diventa un luogo in cui prendere la parola, prolungamento diretto di ciò che il graffiti rappresentava per lui durante l'adolescenza.